L’intervento armato della Russia di Putin in Ucraina ha avuto conseguenze anche nel mondo dello sport: dalle manifestazioni in territorio russo sospese o annullate alle reazioni degli sportivi, turbati dagli eventi che stanno spaventando l’Europa, provata già dalla pandemia.
Guerra in Ucraina, le testimonianze dello sport: “La guerra non risolve problemi. I bambini non dovrebbero vivere questi incubi”
“Sono convinto che la guerra non deve e non può essere l’unico modo per risolvere i problemi. Mi ricordo quando c’era la guerra nel mio Paese, abbiamo vinto la Coppa dei Campioni. Quando ho vinto il campionato con la Lazio bombardavano il mio Paese. Questi sono i veri problemi. Io ricordo che quando giocavo era l’unico momento in cui non pensavo alla guerra e a quello che stava succedendo, solo in quei momenti ero felice, avrei voluto che allenamenti e partite durassero 24 ore. Quando finiva, era un casino, arrivavano i pensieri. Non è facile riuscire a estraniarsi dai problemi, però”. Lo ha detto il tecnico serbo del Bologna, Sinisa Mihajlovic, nella conferenza stampa della vigilia del match contro la Salernitana. E ancora: “La guerra? Io so cosa significa”, dice prima di andarsene commosso. Gli fa eco una vecchia conoscenza del nostro calcio: “Ero molto giovane quando ho capito il significato delle sirene. Ogni volta che le ascolto, penso a quello che hanno sofferto i miei amici. Nessun bambino dovrebbe essere costretto a convivere con questo incubo. #stopwar”. Così Miralem Pjanic, centrocampista bosniaco ex Roma e Juventus, oggi in Turchia con il Besiktas, commenta sui social gli orrori della guerra in Ucraina postando anche una foto di bambini in fuga.
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“Possibili sanzioni alla Russia alle prossime Paralimpiadi? Questo è un tema che riguarda il Comitato internazionale paralimpico. Penso che gli atleti non devono essere penalizzati ulteriormente, ma gli organismi che loro rappresentano sono coinvolti e, mia personale opinione, non si può far finta di niente”. È quanto fa sapere il presidente del Coni Giovanni Malagò, a margine della Giornata Europea contro le molestie in scena alla sede di Roma del Parlamento Europeo. Quanto a ulteriori possibili provvedimenti del Cio, Malagò è stato chiaro: “C’è’ un esecutivo, non entro nel dettaglio. Ma c’è’ uno strepitoso discorso di Bach alla cerimonia conclusiva di Pechino 2022. Un pezzo di storia, sembrava che se lo immaginasse. In molti sostenevano che forse questa situazione aspettava solo la fine delle Olimpiadi invernali, non so se è vero ma a pensarlo non si sbaglia”.
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