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Genoa, Criscito porta il Grifone in A e dà l’addio al calcio giocato: “Ora comincia un nuovo percorso”

Criscito

Con la gara del suo Genoa contro il Bari, Domenico Mimmo Criscito, come già annunciato in precedenza, ha detto addio al calcio giocato. Il difensore aveva informato tutti della volontà di ritirarsi dal mondo del pallone e lo ha fatto nel modo migliore: riportando il Grifone in Serie A e segnando una rete alla sua ultima partita giocata.

Genoa, Criscito porta il Grifone in A e dà l’addio al calcio giocato: “Ora comincia un nuovo percorso”

Serata indimenticabile quella vissuta da Domenico Criscito. Prima di Genoa-Bari, nell’ultima giornata della Serie B, ha annunciato l’addio al calcio giocato (a 36 anni), ricevendo una targa dai tifosi. Ma non solo. Entrato a gara in corso, ha segnato all’ultimo minuto di recupero, regalando alla sua squadra il gol vittoria del definitivo 4-3 con la fascia al braccio e poi, alla fine del match, ha letto una lettera molto emozionante. Per lui è pronto un futuro da allenatore nel settore giovanile del club rossoblù. La lettera del capitano rossoblù:

“Caro calcio, tutto torna. Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, il momento che ogni calciatore professionista prima o poi deve affrontare. Caro calcio, avrei tantissime parole da dire ma cercherò di essere breve. Grazie a tutte le persone che mi sono state accanto in questo lungo ed emozionante viaggio. Grazie alla mia famiglia, grazie a mia moglie, grazie ai miei bimbi ai quali sono riuscito a trasmettere la mia stessa passione per il Genoa. Grazie Genoa. Lungo il percorso, ci siamo salutati e riabbracciati per 5 volte: ogni volta che ci siamo riabbracciati è stato bello come la prima.

Tutte le volte in cui ho indossato questa maglia ho dato tutto me stesso, con amore e con sudore. Chiudere la carriera con una promozione in Serie A è sicuramente il modo migliore per salutarvi con orgoglio ed emozione. Farlo nella squadra del mio cuore era quello che volevo da sempre. Quel 7 giugno 2003, quando ho indossato la maglia rossoblu per la prima volta, al Ferraris si respirava un’atmosfera da Champions League. La stessa che ho respirato a Odense, quando segnai di fronte a migliaia di tifosi arrivati fino in Danimarca. E in tutte le altre 289 volte in cui l’ho indossata, incluso oggi.

I vostri, anzi i nostri colori li ho portati con orgoglio anche al Mondiale. Grazie a tutti i compagni di squadra, i presidenti, gli allenatori, le persone che lavorano dietro le quinte e in particolare grazie a tutta la proprietà e la dirigenza rossoblù che ha reso possibile che tornassi a vestire questa maglia per l’ultima volta. Per chiudere il cerchio. Grazie a voi tifosi: siete l’anima bella del calcio. Mi avete accolto che ero un bambino, mi avete visto e fatto crescere.

Dalla Russia e dal Canada, in tutti i miei periodi trascorsi lontano da Genova, ho sfidato il fuso orario per guardare le partite del Grifone e soffrire insieme a voi. Voi, che mi avete preso per mano tutte le volte in cui per questa maglia ho lottato, nella buona e nella cattiva sorte, sulla fascia o dal dischetto. Con la Juventus, in un derby…alla fine tutto torna. Il primo passo verso il pallone, uno sguardo alla Nord, poi calciare senza paura.

Del resto “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. La mia carriera calcistica finisce qui, con un po’ di magone ma con l’entusiasmo di sempre e la voglia di iniziare un nuovo percorso con nuovi obiettivi. Smetto di giocare ma non lascerò il mondo del calcio, perché il calcio per me è vita. Caro calcio, tutto torna. Anche i ricordi. Mi basteranno quelli a farmi ripensare a quanto sia stato fortunato ad aver trascorso questa parte di vita immerso tra i colori più belli del mondo. Il rosso e il blu. Rosso come la passione dei tifosi, blu come le onde del mare. Caro calcio, ti amo. Caro Genoa, ti amo”.

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