INTERVISTA ALLAN – Allan, ex centrocampista del Napoli e oggi all’Everton, è ritornato a parlare ai media italiani dove non sono mancati i rifermenti a periodi bui. Il calciatore brasiliano ha ripercorso quanto accaduto nel 2019, quando scoppiò il caso dell’ammutinamento. “Vicenda triste, la verità non si è mai saputa”, ha detto a Il Corriere dello Sport.
Allan: “Col Psg era fatta! Ammutinamento? Tante falsità, noi eravamo con Ancelotti”
“Psg? Diciamo che era fatta”, ha iniziato a raccontare Allan. ” Io a Napoli ero e sono felice anche adesso che ci torno. Ma quella diventata una opportunità grossa e una esperienza – anche di vita – nuova”. E invece, spiega il calciatore, venne fuori una richiesta “esagerata” da parte della società e da lì sfumò l’operazione. Poi nel novembre dello stesso anno, scoppiò il caso ammutinamento: “Vicenda triste, sulla quale sono state riportate inesattezze. Ma io non vorrei adesso starne qui a parlare. E comunque la verità non si è mai saputa”. Prosegue: “Intanto, sgombero il campo da una falsità: che i calciatori fossero contro Ancelotti”.
Inoltre, Allan passò come uno dei promotori della rivolta: “Ruolo che mi venne incollato addosso e ho dovuto condividere con un paio di miei compagni, con Lorenzo ad esempio. Mentre, invece, quella fu una scelta di gruppo e il Napoli sapeva che ritenevamo ingiusto andare in ritiro”. Continua: “Passai, con Insigne, come uno dei capi. Io che ero infortunato e che potevo non essere lì, che non giocai quella volta, scoprii di essere ritenuto un ideologo della sommossa. C’è chi aggiunse che ce l’avevo con Carlo, la persona più speciale che abbia incontrato e che mesi dopo mi avrebbe voluto con lui all’Everton. Ci furono malintesi che si sarebbero potuti chiarire, ma venne imposto il silenzio stampa e quindi fu impossibile parlarne”.
I calciatori avrebbero voluto avere l’opportunità di dire che la squadra era con Carlo Ancelotti. Poi finita la stagione, arrivò Gattuso: “Ho avuto ottimi rapporti anche con lui, che da calciatore è stato un modello. Fu diretto, mi riteneva importante, e la società mi propose il rinnovo. Però volevo andar via, volevo sorridere, la mia immagine era uscita macchiata mentre io sono una persona seria”, conclude.
Serena Grande
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