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lunedì 10 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Napoli OF Memorabilia, all'asta un pezzo della storia del calcio

Maradona, il pallone della "Mano de Dios" all'asta negli Usa: valutazione oltre 10 milioni di dollari

Il pallone utilizzato dal Pibe nella sfida tra Argentina e Inghilterra ai Mondiali del 1986 sarà nuovamente proposto all'asta negli Stati Uniti. La base partirà da 2,5 milioni di dollari, ma la stima finale potrebbe superare i 10 milioni.

Maradona, il pallone della "Mano de Dios" all'asta negli Usa: valutazione oltre 10 milioni di dollari

Un pallone destinato a tornare sotto i riflettori, questa volta non su un campo da calcio ma in una sala d'asta. È quello utilizzato da Diego Maradona nella storica sfida tra Argentina e Inghilterra ai Mondiali del 1986, la partita che ha consegnato alla storia due dei gol più celebri e controversi della carriera del fuoriclasse argentino.

Il pallone sarà messo nuovamente all'asta negli Stati Uniti dalla casa Heritage Auctions, con la vendita prevista dal 21 al 23 agosto. La base di partenza sarà fissata a 2,5 milioni di dollari, mentre la valutazione potrebbe spingersi oltre i 10 milioni. Una cifra che trasformerebbe l'oggetto in uno dei memorabilia sportivi più preziosi mai messi sul mercato.

Il valore del pallone è legato soprattutto alla partita nella quale fu utilizzato. Quel 22 giugno 1986, allo stadio Azteca di Città del Messico, Maradona firmò una doppietta destinata a rappresentare due facce completamente diverse della sua leggenda. Prima il gol realizzato con la mano, poi la straordinaria azione personale che pochi minuti più tardi avrebbe prodotto quello che sarebbe stato definito il "Gol del secolo".

La prima rete è diventata famosa con il nome di "Mano de Dios". Maradona anticipò il portiere inglese Peter Shilton utilizzando la mano e l'arbitro convalidò il gol, dando origine a una delle immagini più riconoscibili della storia dei Mondiali. Al termine dell'incontro, lo stesso argentino alimentò la leggenda con la celebre definizione della "mano de Dios".

Pochi minuti dopo arrivò il gesto tecnico che avrebbe cambiato completamente la percezione di quella partita. Maradona partì dalla propria metà campo, superò diversi avversari con una serie di dribbling e concluse l'azione battendo Shilton. Due reti diametralmente opposte, diventate entrambe simboli della sua carriera e della rivalità tra Argentina e Inghilterra.

Il contesto rende ancora più prezioso il pallone. La sfida arrivava infatti a quattro anni dalla guerra delle Falkland e possedeva una forte componente simbolica per entrambi i Paesi. Maradona trasformò quella partita in uno dei capitoli più celebri della storia dei Mondiali e contribuì in maniera decisiva alla vittoria dell'Argentina.

Non è la prima volta che un cimelio legato a quella gara raggiunge cifre eccezionali. Nel 2022, la maglia indossata da Maradona durante la partita venne venduta all'asta per 9,3 milioni di dollari, stabilendo un record per un oggetto legato al calcio. Il pallone, invece, era già stato proposto sul mercato nel 2022 e nel 2023, quando le offerte avevano sfiorato i 2 milioni di dollari senza arrivare alla vendita definitiva.

Ora il cimelio torna sul mercato con una valutazione decisamente più ambiziosa. Secondo Dan Imler, vicepresidente della divisione sportiva di Heritage Auctions, si tratta di un oggetto dal valore storico eccezionale per il calcio e il crescente interesse verso i memorabilia di alto livello potrebbe alimentare ulteriormente la competizione tra i potenziali acquirenti.

Il pallone della "Mano de Dios" non è quindi soltanto un pezzo di memorabilia. È il testimone materiale di una delle partite che hanno contribuito a costruire il mito di Maradona: una sfida nella quale in pochi minuti il genio, la controversia e la meraviglia si sono ritrovati nello stesso campo.

Adesso, a quarant'anni da quella notte messicana, sarà il mercato dei collezionisti a stabilire quanto vale un pezzo di quella leggenda. La base è fissata a 2,5 milioni di dollari. L'obiettivo, però, è molto più in alto: superare quota 10 milioni.

Andrea Fiorentino · Redattore