Napoli, titoli di coda per Lukaku: gioie scudetto e tante amarezze
L'avventura di Big Rom in azzurro volge al termine. Dopo l'annata trionfale culminata con lo scudetto sotto la guida di Conte, il grave infortunio e gli screzi per i ritardi hanno incrinato il rapporto.
Quando si parla di Romelu Lukaku, le mezze misure o i giudizi tiepidi non sono contemplati. Il suo nome ha la capacità quasi magica di dividere nettamente le opinioni di piazze e addetti ai lavori, e la sua intensa, pur se altalenante, esperienza con la maglia del Napoli non ha fatto minimamente eccezione. L'avventura di Big Rom all'ombra del Vesuvio si sta consumando inesorabilmente verso i titoli di coda, lasciando in eredità un copione diviso in due atti diametralmente opposti: una prima parte eccellente e trionfale, cavalcata con il vento in poppa, e una seconda annata disastrosa, tormentata dagli infortuni e da insanabili fratture comportamentali, assolutamente da dimenticare.
Il paradosso Lukaku: dal tricolore con Conte allo strappo totale, costi dell'addio al Napoli
Per comprendere la portata di questa imminente separazione, come evidenziato dal Quotidiano Sportivo, occorre fare un passo indietro all'estate del 2024. Il Napoli, pur da sempre attentissimo all'equilibrio dei bilanci, decide di assecondare le richieste dell'allora neo tecnico Antonio Conte, svenandosi per portare il suo storico pupillo al centro dell'attacco. Aurelio De Laurentiis versa nelle casse del Chelsea ben 30 milioni di euro di parte fissa, arricchiti da 15 milioni di bonus e conditi da una pesantissima clausola del 40% sulla futura rivendita a favore dei londinesi. Un salasso economico, a cui va aggiunto un faraonico contratto da 12 milioni di euro lordi a stagione. Un azzardo che, sul campo, paga subito i suoi dividendi: Lukaku risponde presente trascinando a suon di gol (14) e assist (11) gli azzurri verso la conquista del quarto scudetto della loro storia, in un trionfo che anestetizza temporaneamente le preoccupazioni per i costi esorbitanti dell'operazione.
Ma come spesso accade nella carriera del gigante di Anversa, dopo i trionfi arrivano le cadute rovinose. Il turning point della sua avventura partenopea si materializza nella sfortunata amichevole estiva contro l'Olympiacos: Lukaku rimedia una gravissima lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra. L'infortunio spacca gli equilibri, e il Napoli corre subito ai ripari blindando il presente e il futuro con il costoso acquisto di Rasmus Hojlund dal Manchester United (50 milioni). Una mossa, per quanto necessaria, mal digerita dal belga, che comincia a ricalcitrare temendo per la titolarità. Il rientro sul terreno di gioco avviene solo a fine gennaio e regala una flebile illusione in casa del Verona, ma il punto di non ritorno si consuma in primavera. Convocato in Nazionale, l'attaccante decide inspiegabilmente di disertare il ritorno a Castel Volturno dopo le amichevoli, trattenendosi ad Anversa senza l'autorizzazione del club. Un atto di insubordinazione che lacera irrimediabilmente il rapporto con Conte e che traccia il solco per il definitivo divorzio, concretizzatosi poi con la mancata presentazione in ritiro.
Ora, il blitz del Fenerbahce è pronto a mettere la parola fine. Nonostante il buon Mondiale disputato a livello personale, l'ipotesi della MLS è definitivamente tramontata, con Big Rom attratto dall'offerta turca da 10 milioni netti annui. Il Napoli accelera per liberarsi di un ingaggio divenuto insostenibile e De Laurentiis appare disposto a scendere al di sotto dei 10 milioni di euro per il cartellino, dei quali quasi 3 finirebbero nelle casse del Chelsea per gli accordi pregressi. Una chiusura malinconica dopo 45 presenze totali e 26 contribuzioni dirette (15 reti e 11 assist), che certifica l'addio del bomber più divisivo del calcio moderno.
Andrea Alati