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FIGC, Malagò in Senato rilancia la riforma del calcio: "Il sistema deve cambiare". Focus su scommesse, pirateria e giovani

Nel corso dell'audizione è stato affrontato anche il tema del fondo alimentato dalle sanzioni comminate dall'Agcom contro la pirateria. Il disegno di legge prevede che il 10% delle somme raccolte venga destinato allo sviluppo dei settori giovanili.

FIGC, Malagò in Senato rilancia la riforma del calcio: "Il sistema deve cambiare". Focus su scommesse, pirateria e giovani
Il calcio italiano ha bisogno di una riforma strutturale e, secondo Giovanni Malagò, il momento per intervenire è adesso. Nel corso dell'audizione davanti alla VII Commissione del Senato sul disegno di legge di riforma del calcio presentato dal senatore Paolo Marcheschi, il presidente della FIGC ha affrontato alcuni dei temi più delicati che interessano il movimento: scommesse, pirateria audiovisiva, vincolo sportivo, infrastrutture, agenti e valorizzazione dei giovani. A riportare i contenuti dell'intervento è Calcio e Finanza, che ha seguito i lavori parlamentari.

FIGC, Malagò in Senato rilancia la riforma del calcio: "Il sistema deve cambiare". Focus su scommesse, pirateria e giovani

Nel suo intervento, Malagò ha definito il disegno di legge un testo che contiene "aspetti interessantissimi", pur evidenziando come alcune disposizioni possano entrare in conflitto con il principio dell'autonomia sportiva. Il presidente federale ha ribadito la necessità di rivedere l'attuale impianto normativo, sostenendo che il calcio italiano abbia bisogno di modificare le proprie regole per affrontare le criticità emerse negli ultimi anni. Tra i passaggi più significativi, anche quello dedicato al comparto delle scommesse sportive. Malagò ha spiegato che il riconoscimento al sistema calcio di una quota pari al 2% delle giocate rappresenterebbe un sostegno importante per la sostenibilità dell'intero movimento. Parallelamente ha rilanciato il tema del vincolo sportivo, chiedendo un intervento che possa favorire un percorso più efficace di crescita e valorizzazione dei giovani calciatori.

Pirateria audiovisiva, serve un'applicazione più efficace delle norme

Uno dei capitoli più approfonditi dell'audizione ha riguardato la pirateria audiovisiva. Malagò ha spiegato di aver immaginato una situazione più incoraggiante prima di approfondire i dati disponibili, sottolineando come il problema non risieda tanto nella mancanza di strumenti legislativi quanto nella loro concreta applicazione. Il presidente della FIGC ha osservato che, a suo giudizio, il quadro normativo esiste già, ma resta fondamentale rafforzare l'efficacia delle sanzioni e delle attività di contrasto. Ha inoltre evidenziato come il fenomeno non riguardi esclusivamente l'Italia, ricordando che anche altri Paesi europei stanno registrando criticità simili, circostanza che rende ancora più urgente un'azione coordinata. Secondo Malagò, un rafforzamento delle strutture investigative impegnate nella lotta alla pirateria consentirebbe di rendere più incisive le misure già previste dalla normativa.

Fondo antipirateria, la richiesta di destinare più risorse al calcio

Nel corso dell'audizione è stato affrontato anche il tema del fondo alimentato dalle sanzioni comminate dall'Agcom contro la pirateria. Il disegno di legge prevede che il 10% delle somme raccolte venga destinato allo sviluppo dei settori giovanili. Su questo punto il presidente federale ha espresso una posizione chiara, ritenendo che una quota decisamente più elevata dovrebbe tornare al sistema calcio, dal momento che i danni economici prodotti dalla pirateria ricadono proprio sul movimento sportivo. Malagò ha inoltre aperto alla possibilità che parte delle risorse possa essere utilizzata anche per iniziative di carattere sociale finalizzate alla prevenzione delle recidive.

Nazionale, infrastrutture e agenti sportivi

Nel corso dell'audizione non sono mancati riferimenti alla situazione della Nazionale italiana. Malagò ha preferito mantenere un profilo prudente, limitandosi a ribadire che la Federazione ha ben chiari gli obiettivi da raggiungere. Spazio anche al tema degli impianti sportivi, con il presidente della FIGC che ha rilanciato la necessità di un grande piano di investimenti per ammodernare le infrastrutture calcistiche italiane, tema già affrontato in passato durante la sua esperienza alla guida del CONI. Infine, un passaggio dedicato agli agenti sportivi. Malagò ha invitato il legislatore a definire una disciplina più chiara, auspicando l'individuazione di criteri che regolino in modo equilibrato i compensi nel rispetto delle figure professionali coinvolte.

Le tre osservazioni della FIGC sul disegno di legge

Nel confronto con la Commissione, il presidente federale ha indicato anche tre aspetti del ddl sui quali la FIGC ritiene opportuno intervenire. Il primo riguarda l'obbligo di convocare nelle squadre Primavera i calciatori cresciuti per almeno tre anni nel club. Malagò ha spiegato di condividere la finalità della norma, ma ha precisato che un simile obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso incentivi e accordi tra le parti, non mediante un obbligo legislativo. La seconda osservazione riguarda il numero delle società professionistiche presenti in Italia. Pur riconoscendo che il tema meriti una riflessione, il presidente ha sostenuto che un eventuale ridimensionamento debba essere frutto di un percorso graduale e condiviso, evitando interventi imposti dall'alto. Infine, Malagò ha affrontato il capitolo degli incentivi alle società che valorizzano calciatori Under 23, spiegando che la Federazione sta già lavorando autonomamente su questo fronte e ritenendo che non sia necessario introdurre una specifica previsione legislativa. L'audizione ha così confermato la volontà della FIGC di partecipare attivamente al percorso di riforma del calcio italiano, chiedendo però che ogni intervento normativo tenga conto dell'equilibrio tra innovazione, sostenibilità e autonomia dell'ordinamento sportivo.
Andrea Fiorentino · Redattore