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giovedì 13 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Coppe & Europa Il testo ha superato un passaggio parlamentare importante, ma resta fermo il nodo delle risorse economiche.

Legge Bove sul primo soccorso, il Parlamento approva ma mancano i fondi: servono 5 milioni

Per finanziare la formazione servono 5 milioni di euro. Bove: "Quanto vale una vita umana?".

Legge Bove sul primo soccorso, il Parlamento approva ma mancano i fondi: servono 5 milioni

La cosiddetta legge Bove ha compiuto un passo importante nel suo percorso parlamentare, ma il traguardo non è ancora raggiunto. Il disegno di legge sul primo soccorso, nato anche dall’esperienza vissuta da Edoardo Bove dopo l’arresto cardiaco avuto durante Fiorentina-Inter il 1° dicembre 2024, punta a introdurre una formazione obbligatoria nelle scuole. L’obiettivo è trasformare la conoscenza delle procedure di emergenza in una competenza sempre più diffusa tra i giovani, così da aumentare la possibilità che qualcuno sappia intervenire nei momenti decisivi.

Come riferito da Repubblica, il testo arrivato al termine dei lavori della commissione Scuola del Senato ha ridimensionato alcune delle ambizioni iniziali, mantenendo però il cuore del progetto: portare l’insegnamento del primo soccorso all’interno delle attività scolastiche. La formazione dovrebbe essere organizzata nell’ambito dei percorsi dedicati alla sicurezza, senza gravare sulle normali ore delle materie curricolari e lasciando alle singole scuole la necessaria autonomia organizzativa.

Il problema, adesso, è economico. Per rendere operativo il provvedimento sono necessari 5 milioni di euro e, secondo quanto riportato dalla stessa fonte, il Ministero dell’Economia non avrebbe ancora individuato la copertura finanziaria necessaria per consentire alla legge di proseguire il proprio iter. Una questione che rischia di rallentare un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare un investimento strutturale sulla cultura dell’emergenza.

Tra le misure previste figura anche l’intervento sull’Iva dei defibrillatori, con l’obiettivo di favorirne una maggiore diffusione attraverso una riduzione dell’imposta al 5%. Il principio è semplice: avere dispositivi salvavita a disposizione non basta se, nel momento dell’emergenza, non ci sono persone preparate a utilizzarli correttamente.

La legge punta così a intervenire proprio sui primi minuti, quelli nei quali la tempestività può fare la differenza. L’idea è formare ogni anno circa 100 mila studenti delle scuole secondarie, ampliando notevolmente una platea che oggi comprende soprattutto ragazzi raggiunti dai programmi delle associazioni di volontariato.

In questo percorso, la storia personale di Bove ha avuto un peso determinante. Il centrocampista, che dopo l’esperienza in Italia è approdato al Watford, ha vissuto sulla propria pelle quanto possa essere decisiva la presenza immediata di personale preparato. Durante Fiorentina-Inter, dopo il malore, si trovava infatti in un contesto sportivo nel quale erano disponibili medici, sanitari e un’ambulanza. "In 11 minuti ero in ospedale", ha raccontato a Repubblica, sottolineando come una situazione analoga, in un ambiente meno protetto, avrebbe potuto avere conseguenze completamente diverse.

La sua esperienza lo ha spinto anche a modificare il proprio rapporto con il primo soccorso. Bove ha raccontato di aver iniziato a frequentare corsi e di aver coinvolto familiari e persone a lui vicine, partendo dalla consapevolezza di non conoscere, prima dell’arresto cardiaco, quelle procedure che possono diventare decisive in caso di emergenza.

È da questa consapevolezza che nasce il suo impegno pubblico. Bove non vuole trasformare la vicenda in una contrapposizione politica, ma non nasconde la propria amarezza davanti al rischio che un progetto nato da un'esperienza così concreta possa fermarsi per una questione di copertura finanziaria. "Quanto vale una vita umana?", è la domanda posta dal calciatore, che considera il primo soccorso una questione nella quale il tempo può diventare determinante.

Il caso Bove, dunque, va oltre il calcio. Il tema riguarda la capacità di una comunità di reagire davanti a un'emergenza e, soprattutto, la possibilità di trasformare una tragedia sfiorata in una competenza collettiva. Ora la legge deve superare l’ostacolo delle risorse: quei 5 milioni rappresentano il passaggio necessario per trasformare l’idea in una formazione realmente accessibile nelle scuole.

Andrea Fiorentino · Redattore