ULTIM'ORA · Maradona, il medico legale in aula: "Ignorati segnali d’allarme prima della morte" Instagram · Facebook · X · YouTube
mercoledì 12 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Primo piano emergono nuovi elementi sulle condizioni di Diego Maradona nelle settimane successive all’intervento chirurgico.

Maradona, il medico legale in aula: "Ignorati segnali d’allarme prima della morte"

Il medico legale Carlos Cassinelli ha raccontato in tribunale il progressivo peggioramento delle condizioni dell’ex campione di Napoli e Barcellona prima della morte, avvenuta nel novembre 2020. Secondo la sua ricostruzione, alcuni sintomi compatibili con una grave sofferenza cardiaca non sarebbero stati adeguatamente valutati durante l’assistenza domiciliare.

Maradona, il medico legale in aula: "Ignorati segnali d’allarme prima della morte"

A quasi sei anni dalla morte di Diego Maradona, il processo sulle responsabilità degli operatori sanitari che lo assistettero negli ultimi giorni torna a mettere al centro le condizioni dell'ex fuoriclasse argentino. Nel corso dell'udienza, il medico legale Carlos Cassinelli ha sostenuto che prima del decesso fossero presenti diversi segnali che avrebbero dovuto richiamare l'attenzione dell'équipe incaricata dell'assistenza domiciliare.

Maradona morì nel novembre 2020 per un'insufficienza cardiaca accompagnata da un edema polmonare acuto, circa due settimane dopo un intervento chirurgico. Secondo quanto riferito in aula da Cassinelli, nei giorni precedenti il quadro clinico sarebbe progressivamente peggiorato, con la comparsa di gonfiore agli arti inferiori e alle dita, difficoltà respiratorie, pressione arteriosa elevata e una frequenza cardiaca insolitamente alta.

È proprio l'edema a essere indicato dal medico legale come uno degli elementi che avrebbero richiesto una valutazione più approfondita. "Nessuno è andato a vedere a cosa fosse dovuto quel gonfiore", ha affermato Cassinelli in tribunale, sottolineando la possibile gravità di un sintomo che, nella sua ricostruzione, poteva rappresentare un rischio per la vita del paziente.

Il perito ha inoltre contestato la scelta dell'assistenza domiciliare, ritenendo che il ritorno a casa dopo l'intervento non fosse compatibile con il quadro clinico che si sarebbe successivamente manifestato. A suo giudizio, le condizioni di Maradona sarebbero peggiorate progressivamente dopo la dimissione, senza che venisse predisposto un intervento adeguato alla situazione.

Particolarmente pesante è anche la ricostruzione delle ultime ore di vita dell'ex campione. Secondo Cassinelli, Maradona avrebbe attraversato un lungo periodo di agonia prima del decesso, che il medico legale colloca nell'arco di circa dodici ore. Un elemento che, nell'ambito del processo, potrebbe assumere un peso rilevante nella valutazione dell'operato delle persone incaricate di seguirlo.

Sul banco degli imputati ci sono sette operatori sanitari, accusati di una possibile negligenza che avrebbe potuto contribuire alla morte del campione. Gli imputati respingono ogni responsabilità e sostengono che il decesso sia avvenuto per cause naturali, richiamando anche la complessa storia clinica di Maradona e i suoi precedenti problemi legati alla dipendenza da cocaina e alcol.

Il processo dovrà ora stabilire se i segnali descritti dal medico legale avrebbero dovuto determinare un diverso intervento sanitario e, soprattutto, se eventuali omissioni possano avere avuto un ruolo nel tragico epilogo. La morte di Maradona, già segnata da interrogativi e controversie, continua così a essere esaminata nelle aule di tribunale attraverso le testimonianze e le valutazioni dei periti.

Andrea Fiorentino · Redattore